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Schede di polacco
per imparare vocaboli

  • Memorizza riscrivendo
  • Vocaboli e dattilografia

Scegli un tema di vocabolario polacco, poi digita parole ed espressioni dalle schede di vocabolario. Così impari parole polacche e allo stesso tempo eserciti la precisione nella dattilografia.

Come usare le schede di vocabolario polacco
  • Da dove iniziare: Inizia con un tema familiare, come famiglia, cibo, casa o scuola, poi passa a gruppi di vocabolario polacco più difficili.
  • A cosa fare attenzione mentre digiti: Esercitati con i segni diacritici polacchi come ą, ę, ł, ń, ś, ź e ż, oltre che con i gruppi consonantici.
  • Come seguire i tuoi progressi: Il link del riepilogo mostra le schede di vocabolario polacco memorizzate, i tuoi progressi e le parole da ripassare.

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Schede di vocabolario per esercitarsi nella digitazione - Polacco

Impostazioni delle schede del vocabolario

Le schede del vocabolario hanno impostazioni specifiche che puoi modificare in base alle tue preferenze:

  • Scelta del numero di schede del vocabolario per esercizio

    Puoi scegliere il numero di schede del vocabolario con cui esercitarti durante una sessione di digitazione. Il numero predefinito è dieci. Se sei un principiante, puoi iniziare con meno schede e aumentare il numero quando ti senti pronto.

  • Modifica dei caratteri della tastiera non supportati

    Se il layout della tua tastiera non supporta alcuni caratteri speciali o segni diacritici della lingua che stai studiando, puoi attivare l'opzione che accetta le lettere latine di base al loro posto, dove possibile. Ad esempio, con questa opzione attiva, digitare unico al posto di único non viene considerato un errore, anche se la parola corretta conserva l'accento.

Simboli fonetici nella pronuncia polacca

L'alfabeto fonetico internazionale (IPA) permette di rappresentare i suoni del parlato. Di seguito trovi simboli ed esempi della pronuncia polacca, con confronti approssimativi con suoni italiani o di altre lingue.

Vocali polacche

  • /a/ - come in matka, pronunciato /ˈmatka/ (come la "a" in mamma /ˈmamma/)
  • /ɛ/ - come in ser, pronunciato /sɛr/ (come la "e" aperta in bene /ˈbɛne/)
  • /i/ - come in igła, pronunciato /ˈiɡwa/ (come la "i" in vino /ˈvino/)
  • /ɔ/ - come in kot, pronunciato /kɔt/ (come la "o" aperta in ora /ˈɔra/)
  • /u/ - come in but, pronunciato /but/ (come la "u" in lupo /ˈlupo/)
  • /ɨ/ - come in my, pronunciato /mɨ/ (non ha un equivalente in italiano; rispetto alla "i" di viso /ˈvizo/, la lingua è più indietro e le labbra restano non arrotondate)
  • /ɔ̃/ - come in wąż, pronunciato /vɔ̃ʂ/ (una vocale nasale, approssimativamente come "on" nel francese bon /bɔ̃/; la pronuncia di ą dipende anche dai suoni successivi)

Pronuncia delle vocali nasali

  • /ɛ̃/ - come in węch, pronunciato /vɛ̃x/ (una vocale nasale, approssimativamente come "ain" nel francese pain /pɛ̃/; è una trascrizione generale del suono di ę davanti a una fricativa)
  • [ɔn] - come in kąt, pronunciato /kɔnt/ (davanti a t, ą si pronuncia come /ɔ/ seguita da /n/, approssimativamente come la sequenza "on" in conto /ˈkonto/, ma con una o più aperta)
  • [ɛɲ] - come in pięć, pronunciato /pʲɛɲt͡ɕ/ (ę si pronuncia qui come /ɛ/ seguita da una nasale palatale, simile alla "gn" di gnomo /ˈɲɔmo/)

Consonanti polacche

  • /p/ - come in pan, pronunciato /pan/ (come "p" in pane /ˈpane/)
  • /b/ - come in but, pronunciato /but/ (come "b" in bene /ˈbɛne/)
  • /t/ - come in tak, pronunciato /tak/ (come "t" in tetto /ˈtetto/)
  • /d/ - come in dom, pronunciato /dɔm/ (come "d" in dado /ˈdado/)
  • /k/ - come in kot, pronunciato /kɔt/ (come "c" in casa /ˈkasa/)
  • /ɡ/ - come in góra, pronunciato /ˈɡura/ (come "g" in gatto /ˈɡatto/)
  • /f/ - come in fala, pronunciato /ˈfala/ (come "f" in fiore /ˈfjore/)
  • /v/ - come in woda, pronunciato /ˈvɔda/ (come "v" in vino /ˈvino/)
  • /s/ - come in sok, pronunciato /sɔk/ (come "s" in sano /ˈsano/)
  • /z/ - come in zebra, pronunciato /ˈzɛbra/ (come la s sonora in rosa /ˈrɔza/)
  • /ʂ/ - come in szkoła, pronunciato /ˈʂkɔwa/ (vicino alla "sc" di scena /ˈʃɛna/, ma con la lingua più indietro)
  • /ʐ/ - come in żaba, pronunciato /ˈʐaba/ (vicino alla "j" del francese jour /ʒuʁ/, ma con la lingua più indietro)
  • /t͡ʂ/ - come in czapka, pronunciato /ˈt͡ʂapka/ (vicino alla "c" di cibo /ˈt͡ʃibo/, ma con la lingua più indietro)
  • /d͡ʐ/ - come in dżem, pronunciato /d͡ʐɛm/ (vicino alla "g" di gioco /ˈd͡ʒɔko/, ma con la lingua più indietro)
  • /w/ - come in łódź, pronunciato /wut͡ɕ/ (come la u non sillabica in uovo /ˈwɔvo/)
  • /l/ - come in las, pronunciato /las/ (come "l" in luna /ˈluna/)
  • /r/ - come in rak, pronunciato /rak/ (come "r" in Roma /ˈroma/)
  • /m/ - come in mama, pronunciato /ˈmama/ (come "m" in mamma /ˈmamma/)
  • /n/ - come in noc, pronunciato /nɔt͡s/ (come "n" in nave /ˈnave/)

Caratteristiche della pronuncia polacca

Per esercitarti nella pronuncia polacca, presta attenzione alle vocali nasali, ai diversi gruppi di consonanti e alla posizione dell'accento.

  • Vocali nasali: Le lettere ą e ę indicano vocali nasali, come in wąż /vɔ̃ʂ/. Davanti a molte consonanti occlusive si pronunciano però come una vocale seguita da una consonante nasale; la pronuncia cambia in base al suono successivo.
  • R vibrante: La r polacca si articola con la punta della lingua, come quella italiana, e può essere vibrante o realizzarsi con un solo contatto.
  • Consonanti palatali: Le lettere ś, ź, ć, dź e ń rappresentano rispettivamente /ɕ/, /ʑ/, /t͡ɕ/, /d͡ʑ/ e /ɲ/. Davanti a una vocale si usano le grafie si, zi, ci, dzi e ni; la i indica la palatalizzazione senza formare una sillaba separata.
  • Contrasti tra consonanti: La pronuncia di sz /ʂ/ è diversa da quella di ś /ɕ/. Anche ż e ź, cz e ć, dż e dź vanno distinte: la posizione della lingua cambia e può distinguere il significato delle parole.
  • Gruppi consonantici: Il polacco ammette gruppi consonantici articolati, come in strona /ˈstrɔna/ (pagina). Prova a pronunciarli senza inserire vocali tra le consonanti.
  • Accento: L'accento cade generalmente sulla penultima sillaba. Esistono eccezioni, tra cui alcune parole di origine straniera e alcune forme verbali.
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