Schede di giapponese
per imparare vocaboli
- Memorizza riscrivendo
- Vocaboli e dattilografia
Scegli un tema di vocabolario giapponese, poi digita parole ed espressioni dalle schede di vocabolario. Così impari parole giapponesi e allo stesso tempo eserciti la precisione nella dattilografia.
Come usare le schede di vocabolario giapponese
- Da dove iniziare: Inizia con un tema familiare, come famiglia, cibo, casa o scuola, poi passa a gruppi di vocabolario giapponese più difficili.
- A cosa fare attenzione mentre digiti: Mentre impari le parole giapponesi, esercitati a digitarle usando il romaji e mantieni un ritmo regolare.
- Come seguire i tuoi progressi: Il link del riepilogo mostra le schede di vocabolario giapponese memorizzate, i tuoi progressi e le parole da ripassare.
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Schede di vocabolario per esercitarsi nella digitazione - Giapponese
Impostazioni delle schede del vocabolario
Le schede del vocabolario hanno impostazioni specifiche che puoi modificare in base alle tue preferenze:
Scelta del numero di schede del vocabolario per esercizio
Puoi scegliere il numero di schede del vocabolario con cui esercitarti durante una sessione di digitazione. Il numero predefinito è dieci. Se sei un principiante, puoi iniziare con meno schede e aumentare il numero quando ti senti pronto.
Simboli fonetici della pronuncia giapponese
L'alfabeto fonetico internazionale (IPA) permette di rappresentare i suoni del parlato. Di seguito trovi i simboli della pronuncia giapponese, con esempi e confronti approssimativi con suoni italiani o di altre lingue.
Vocali giapponesi
- /a/ - come in あめ (ame), pronunciato /a.me/ (come la a di mamma /ˈmamma/)
- /i/ - come in いぬ (inu), pronunciato /i.nu/ (come la i di vino /ˈvino/)
- /u/ - come in うみ (umi), pronunciato /u.mi/ (vicino alla u di lupo /ˈlupo/, ma con le labbra compresse anziché arrotondate in avanti)
- /e/ - come in えび (ebi), pronunciato /e.bi/ (come la e chiusa di sera /ˈsera/)
- /o/ - come in おとこ (otoko), pronunciato /o.to.ko/ (come la o chiusa di solo /ˈsolo/)
Consonanti giapponesi
- /k/ - come in かぜ (kaze), pronunciato /ka.ze/ (come la c di casa /ˈkasa/)
- /ɡ/ - come in がっこう (gakkou), pronunciato /ɡak.koː/ (come la g di gatto /ˈɡatto/)
- /s/ - come in さくら (sakura), pronunciato /sa.ku.ra/ (come la s di sasso /ˈsasso/)
- /z/ - come in ぞう (zou), pronunciato /zoː/ (come la s sonora di rosa /ˈrɔza/)
- /t/ - come in たべもの (tabemono), pronunciato /ta.be.mo.no/ (come la t di tavolo /ˈtavolo/)
- /d/ - come in でんしゃ (densha), pronunciato /den.ʃa/ (come la d di dado /ˈdado/)
- /n/ - come in ねこ (neko), pronunciato /ne.ko/ (come la n di nave /ˈnave/)
- /h/ - come in はな (hana), pronunciato /ha.na/ (come la h pronunciata nell'inglese house /haʊs/; la h italiana è muta)
- /m/ - come in みず (mizu), pronunciato /mi.zu/ (come la m di mamma /ˈmamma/)
- /r/ - come in りんご (ringo), pronunciato /riŋ.ɡo/ (un breve contatto della punta della lingua, vicino a una r breve di caro /ˈkaro/, senza una serie di vibrazioni)
- /w/ - come in わかる (wakaru), pronunciato /wa.ka.ru/ (vicino alla u non sillabica di uovo /ˈwɔvo/; non è il suono della v italiana)
- /j/ - come in やま (yama), pronunciato /ja.ma/ (come la i iniziale di ieri /ˈjɛri/)
Altri suoni consonantici giapponesi
- /ɕ/ - come in しろ (shiro), pronunciato /ɕi.ro/ (vicino alla sc di scena /ˈʃɛna/, ma con la lingua più vicina al palato)
- /t͡ɕ/ - come in ちかてつ (chikatetsu), pronunciato /t͡ɕi.ka.te.tsu/ (vicino alla c di cibo /ˈt͡ʃibo/, ma con la lingua più vicina al palato)
- /ɸ/ - come in ふね (fune), pronunciato /ɸu.ne/ (vicino alla f dell'inglese fun /fʌn/, ma pronunciato con entrambe le labbra, senza usare i denti superiori)
- /dz/ - come in あずま (adzuma), pronunciato /ad͡zu.ma/ (come "dz" nell'inglese adds /ædz/)
Caratteristiche della pronuncia giapponese
La pronuncia giapponese ha alcune somiglianze con altre lingue, ma anche caratteristiche specifiche che è utile conoscere.
- Accento tonale: Nel giapponese di Tokyo, l'accento tonale distingue le parole. はし (hashi, ponte) [haɕi] (basso-alto) e はし (hashi, bacchette) [haɕi] (alto-basso).
- Lunghezza delle vocali: Il giapponese ha vocali brevi e lunghe che possono cambiare il significato di una parola. Per esempio, おばさん (obasan, zia) /o.ba.san/ e おばあさん (obaasan, nonna) /o.baː.san/.
- Consonanti doppie: Anche la lunghezza delle consonanti può cambiare il significato di una parola. Per esempio, きて (kite, vieni) /ki.te/ e きって (kitte, francobollo) /kit.te/.
- Suoni nasali: La nasale ん occupa una mora e la sua pronuncia cambia in base al suono seguente. In かんじ (kanji), si pronuncia approssimativamente [n] prima di [dʑ]: [kan.dʑi]. [ɴ] è una realizzazione possibile in altri contesti, non un suono esclusivo del giapponese. Anche la vocale precedente può nasalizzarsi.
- Ritmo regolare: Il ritmo giapponese si descrive in more, unità che misurano il peso delle sillabe. Una vocale breve conta una mora, una lunga due; ん e la prima parte di una consonante doppia contano una mora ciascuna. Le more costituiscono la base ritmica, ma la loro durata effettiva varia nel parlato.
- Palatalizzazione: Davanti a /i/, alcune consonanti si palatalizzano: き (ki) può essere trascritto [kʲi]. Per la s, confronta さ [sa] con し (shi) [ɕi]. Gli esempi mostrano come la lingua si avvicina al palato per consonanti diverse.
- Desonorizzazione delle vocali: Le vocali /i/ e /u/ diventano spesso sorde tra consonanti sorde o in alcune posizioni a fine parola. In です (desu, essere), la vocale finale può essere sorda e quasi impercettibile: [desɯ̥]. Accade anche nel parlato cortese; la desonorizzazione non comporta sempre la completa scomparsa della vocale.
- Suoni L e V: Il giapponese non distingue /l/ dal suo consueto suono r, pronunciato con un breve colpo della lingua [ɾ]. /v/ viene spesso sostituito da /b/, anche se alcuni parlanti usano [v] nei prestiti. Queste differenze possono rendere più difficile imparare la pronuncia italiana per i madrelingua giapponesi.